“Dottore, ma serve davvero fare la panoramica se non ho dolore?” Salve, sono il dott. Luca Crescenzo Liccardo, Odontoiatra, e questa è una domanda che mi viene posta spesso in studio.
Molti pazienti, infatti, associano le radiografie solo a situazioni di urgenza. In realtà, l’ortopanoramica è uno strumento che ci permette di osservare il cavo orale nel suo insieme, evidenziando patologie anche quando i sintomi non sono evidenti.
Scopriamo perché viene considerata un esame di primo livello nella valutazione della salute orale e quando può essere indicata.
Cos’è l’ortopanoramica dentale e cosa mostra?
L’ortopanoramica dentale, chiamata anche panoramica dentale, ortopantomografia od OPT, è una radiografia bidimensionale che fornisce un’immagine completa di:
- entrambe le arcate dentarie
- mascellari superiori e mandibola, con le relative strutture anatomiche d’interesse (seni mascellari e canale mandibolare)
- articolazioni temporo-mandibolari
Con un’unica immagine possiamo valutare la posizione dei denti del giudizio, la presenza di denti inclusi, eventuali lesioni ossee, infezioni profonde o alterazioni non visibili a occhio nudo.
In breve, l’ortopanoramica offre una visione d’insieme di strutture altrimenti non osservabili con il solo esame clinico.
Quando è davvero necessaria l’ortopanoramica?
Non è un esame da eseguire automaticamente. È il dentista a stabilire quando può essere utile, in base alla situazione clinica.
Può essere indicata, ad esempio:
- durante la prima visita, per avere un quadro generale ed integrare le informazioni evidenziate dall’esame clinico
- prima di un trattamento ortodontico
- in presenza di dolore diffuso o non ben localizzato
- per valutare i denti del giudizio
- prima di pianificare un impianto
- quando si sospettano infezioni o lesioni dell’osso
In sintesi, l’ortopanoramica è un esame di orientamento. Ci aiuta a capire se la situazione può essere gestita con le informazioni raccolte oppure se sono necessari ulteriori approfondimenti.
L’ortopanoramica è sufficiente per diagnosticare tutte le patologie dentali?
Anche questa è una domanda che ricevo molto frequente da parte dei pazienti.
In generale, l’ortopanoramica è un esame di primo livello, ma non sempre basta da sola.
Per esempio:
- per individuare carie iniziali o molto piccole può essere più indicata una radiografia endorale, che analizza uno o più denti nel dettaglio
- per studiare con precisione tridimensionale l’osso prima di un intervento chirurgico può essere necessaria una TAC Cone Beam
L’ortopanoramica quindi, orienta la diagnosi, ma non sempre la esaurisce. Ogni esame radiografico ha un ruolo specifico e viene prescritto solo quando può offrire informazioni realmente utili.
Errori comuni sull’ortopanoramica
Ci sono alcuni atteggiamenti o convinzioni errate che vale la pena sfatare:
- Pensare che sostituisca tutti gli altri tipi di radiografie
- Evitarla per timore delle radiazioni senza una reale valutazione clinica
- Ripeterla periodicamente senza una specifica indicazione
L’obiettivo non è “fare più esami”, ma fare quelli giusti al momento giusto.
Un esame che aiuta a prevenire, non solo a curare
L’ortopanoramica dentale non è un esame da temere, ma uno strumento che può aiutarci a intercettare problemi prima che diventino più complessi.
In molti casi permette di pianificare terapie con maggiore consapevolezza e di spiegare al paziente, in modo chiaro, cosa sta succedendo nella sua bocca.
Se ti è stata prescritta una panoramica e hai dei dubbi, il consiglio è semplice: chiedi maggiori informazioni al tuo medico. Comprendere il motivo di un esame aiuta ad affrontarlo con serenità.

