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Osteoporosi e implantologia dentale

L’osteoporosi è una condizione che comporta una riduzione della densità ossea, rendendo le ossa più fragili e soggette a fratture. Per chi sta valutando un trattamento di implantologia dentale, l’osteoporosi può sollevare alcune domande, in particolare riguardo alla possibilità di ottenere un risultato stabile e duraturo. Di seguito, forniamo una panoramica chiara e accessibile per aiutarti a comprendere meglio la relazione tra osteoporosi e impianti dentali.

Osteoporosi e impianti dentali: quali implicazioni?

L’osteoporosi può influire sull’implantologia dentale per diversi motivi:

  1. Qualità dell’osso.
    Le ossa colpite da osteoporosi sono meno dense e più fragili, il che può rendere più complesso garantire la stabilità iniziale dell’impianto, un fattore cruciale per il successo del trattamento.
  2. Processo di integrazione.
    L’osteoporosi non impedisce del tutto l’osteointegrazione (il processo mediante il quale l’osso si lega all’impianto), ma può rallentarne i tempi o compromettere la qualità, a causa di un’attività ridotta delle cellule che formano l’osso e di un maggiore riassorbimento osseo.
  3. Farmaci per l’osteoporosi.
    Alcuni medicinali, come i bifosfonati (assunti per via orale o endovenosa) o il denosumab, possono influire sul rimodellamento osseo. In particolare, l’uso prolungato di bifosfonati per via endovenosa è associato a un raro rischio di osteonecrosi della mandibola (ONJ), soprattutto in seguito a procedure invasive. Per questo motivo, è fondamentale un’attenta valutazione medica prima di procedere.

Preparazione al trattamento implantare

Per garantire il successo di un impianto in presenza di osteoporosi, è necessario un approccio accurato:

  • Valutazione Preliminare.
    Il dentista potrebbe consigliarti una densitometria ossea (DEXA scan) per misurare la densità delle tue ossa e analisi del sangue per verificare il metabolismo osseo. È altrettanto importante comunicare al dentista eventuali farmaci assunti, come bifosfonati, denosumab o corticosteroidi.
  • Strategie Personalizzate.
    Il dentista può adottare tecniche chirurgiche meno invasive, utilizzare impianti con superfici progettate per favorire l’adesione all’osso o ritardare l’applicazione della protesi per consentire una migliore integrazione. In alcuni casi, potrebbe essere necessario un trattamento di rigenerazione ossea con materiali specifici.

Quando è possibile procedere?

Non tutte le situazioni di osteoporosi sono uguali. Ecco alcune indicazioni generali:

  1. Osteoporosi lieve o moderata.
    Generalmente, non rappresenta un ostacolo assoluto all’implantologia, purché si adottino le dovute precauzioni.
  2. Bifosfonati orali a basse dosi.
    Gli impianti possono essere realizzati, ma con un’attenta pianificazione.
  3. Bifosfonati endovenosi o denosumab.
    In questi casi, il rischio di complicazioni è più elevato, e il dentista valuterà con attenzione la fattibilità del trattamento.
  4. Storia di fratture da osteoporosi.
    Potrebbe essere necessaria un’analisi più approfondita per verificare la capacità dell’osso di sostenere l’impianto.

Dopo l’intervento: follow-up e cura

Dopo l’inserimento dell’impianto, è importante seguire alcune indicazioni:

  • Controlli periodici. Visite regolari e radiografie permettono al dentista di monitorare la stabilità dell’impianto e la salute dell’osso circostante.
  • Igiene orale. Mantenere un’ottima igiene orale è essenziale per prevenire complicazioni.
  • Stile di vita. Una dieta equilibrata, ricca di calcio e vitamina D, può supportare la salute delle ossa.

Conclusioni

L’osteoporosi non preclude necessariamente il ricorso all’implantologia dentale, ma richiede una pianificazione attenta e personalizzata. Effettuare le valutazioni necessarie e seguire le indicazioni post-operatorie sono passi fondamentali per ottenere un risultato soddisfacente. Se hai dubbi o domande, consulta il tuo dentista per un piano di trattamento su misura.