Chiamaci Prenota

Blog

Palato stretto nei bambini: quando può essere indicato l’espansore rapido del palato

“Dottore, i denti del bambino sembrano sovrapposti. Possiamo intervenire o dobbiamo aspettare che il bambino perda tutti i denti da latte?”
Questa è una domanda che molti genitori pongono al dentista frequentemente durante le visite di controllo.

In alcuni casi, dietro a denti affollati o a un morso che non combacia perfettamente, può esserci una base ossea superiore più stretta del normale.

Il palato stretto nei bambini non riguarda solo l’allineamento dei denti, ma rappresenta una problematica scheletrica legata al modo in cui le ossa che costituiscono la parte superiore del cavo orale crescono e si sviluppano nel tempo, per cause genetiche, congenite o legate ad abitudini viziate.

Per questo motivo, durante l’età evolutiva, il dentista può valutare la necessità di effettuare una terapia ortopedica attraverso l’ausilio dell’’espansione rapida del palato per favorire uno sviluppo più equilibrato del cavo orale.

Cos’è il palato stretto e perché è importante durante la crescita?

Il palato è la struttura ossea che forma la parte superiore della bocca e sostiene l’arcata dentale superiore. Quando il mascellare superiore è contratto, può crearsi una discrepanza tra le arcate dentarie.

In questi casi si possono osservare:

  • morso crociato posteriore (i denti superiori chiudono all’interno di quelli inferiori): bilaterale (in entrambi i lati) o monolaterale (solo da un lato)
  • affollamento precoce dell’arcata superiore
  • forma dell’arcata superiore a “V” o ogivale (l’arcata è stretta trasversalmente e allungata in avanti)
  • palato alto e profondo

In età evolutiva le ossa non hanno ancora completato il loro processo di maturazione. Questo significa che, se necessario, è possibile intervenire guidandone la crescita con una terapia ortopedica.

In sintesi, intervenire durante la crescita può consentire di agire sulla struttura ossea, permettendo alle arcate di svilupparsi in maniera più armonica.

In quali situazioni il dentista può valutare l’espansione rapido del palato?

Non è il genitore a dover stabilire se il palato è stretto. È l’odontoiatra a stabilirlo, dopo una valutazione clinica e diagnostica che viene effettuata durante la visita ortodontica, attraverso uno studio del caso approfondito che associa l’osservazione clinica ad un’analisi radiografica, dei modelli in gesso e fotografica

L’espansore del palato può essere preso in considerazione in uno o più dei seguenti casi:

  • in presenza di una discrepanza trasversale delle arcate rappresentata da un morso crociato scheletrico, bilaterale o monolaterale
  • nei casi di una carenza di spazio legata alla base ossea, che, in alcuni casi, potrebbe provocare problematiche di inclusione di uno o più elementi dentali
  • in pazienti respiratori orali con palato stretto (infatti, si è potuto osservare che in alcuni di questi casi l’utilizzo dell’espansore ha avuto un’azione positiva sia sull’aumento delle dimensioni del palato che su quello delle vie aeree, portando un giovamento al piccolo paziente)
  • in presenza di pazienti con abitudini viziate come la suzione del dito e del ciuccio (oltre i termini consigliati dal pediatra) che molto spesso sono associate ad una contrazione del palato o al morso aperto
  • in presenza di uno scivolamento funzionale della mandibola causato da precontatti con il mascellare superiore stretto, che a lungo andare potrebbe provocare asimmetrie scheletriche.

Ogni situazione viene analizzata singolarmente, per individuare il miglior approccio terapeutico e valutare la necessità di una terapia ortopedica.

Qual è l’età più favorevole per intervenire?

Una delle domande più frequenti riguarda l’età per mettere l’espansore palatale nei bambini.

Partendo dal concetto che questo è un trattamento ortopedico, generalmente, il periodo più favorevole coincide con la fase di dentizione mista, quando sono presenti sia denti da latte sia denti permanenti. In questa fase, la sutura palatina (l’articolazione cartilaginea che unisce le due metà del palato) non è ancora completamente consolidata. Quindi un range d’età compresa tra i 6 e i 12/14 anni.

Questo rende l’espansione più efficace rispetto all’età adulta. Ciò non significa che esista un’età valida per tutti. Sarà il dentista a valutare:

  • stadio di crescita
  • sesso del paziente (generalmente nelle femmine la sutura palatina si consolida prima)
  • sviluppo dentale
  • tipo di malocclusione
  • urgenza di trattamento

In generale, il tempismo è importante, ma non esiste una regola universale.

Come funziona l’espansore rapido del palato nei bambini?

L’espansore rapido del palato è un apparecchio fisso generalmente ancorato ai denti posteriori superiori.

Attraverso una piccola vite centrale, attivata secondo indicazioni precise, esercita delle forza elevate che garantiscono l’apertura della sutura palatina con conseguente allargamento del palato.

A seconda del protocollo di attivazione utilizzato, si otterranno in maniera più o meno repentina gli effetti dell’apparecchio. La fase attiva dura generalmente alcune settimane (all’incirca 1 o massimo 2 mesi). Successivamente, l’apparecchio rimane in sede per un periodo di stabilizzazione, necessario a consolidare il risultato ottenuto: infatti, ci vorrà qualche mese (6 circa) affinché si verrà a formare nuovo osso a livello suturale, garantendo una stabilità dei risultati ottenuti.

Durante il trattamento sono previsti controlli regolari per monitorare l’andamento e verificare che tutto proceda correttamente.

Cosa succede dopo la fase di espansione?

Terminata la fase attiva, il percorso ortodontico può prevedere:

  • un periodo di mantenimento di all’incirca 6 mesi
  • La valutazione di ulteriori terapie funzionali (in caso di altri tipi di problematiche legate alla crescita ossea) o mirate ad effettuate l’allineamento dentale
  • Controlli periodici durante la crescita per valutare la permuta del paziente

L’espansione del palato rappresenta spesso una fase di un trattamento più ampio. In molti casi consente di creare le condizioni strutturali favorevoli per una successiva correzione dell’allineamento.

In sintesi, l’espansore non è un intervento isolato, ma parte di un percorso pianificato nel tempo.

 
 

FAQ - Domande frequenti sull’espansore del palato

Le domande più cercate online dagli utenti sull’espansore del palato.

In media tra i 6 e i 12/14 anni, tuttavia sarà l’ortodontista, dopo un’attenta valutazione, e a stabilire il momento più adatto per iniziare il trattamento.

Negli adulti le ossa hanno completato la crescita e l’espansione può richiedere approcci differenti. In alcuni casi è possibile intervenire, ma la pianificazione è diversa rispetto all’età pediatrica e richiede una valutazione specialistica, con approcci più invasivi a seconda dell’età del paziente.

In generale, il trattamento prevede una fase di espansione seguita da un periodo di mantenimento. La durata varia caso per caso e sarà il dentista a stabilire tempi e modalità più adatti.

Nei primi giorni può essere avvertita una sensazione di pressione o lieve fastidio, che tende a ridursi con l’adattamento. Inoltre, dopo i primi giorni di attivazione dell’apparecchio si potrebbe aprire un diastema (uno spazio) tra gli incisivi centrali superiori che nel giro di qualche giorno si chiuderà.

È consigliabile evitare cibi molto duri, appiccicosi o difficili da rimuovere, per proteggere l’apparecchio e facilitare l’igiene.

All’inizio la pronuncia può risultare leggermente modificata, ma nella maggior parte dei casi il bambino si abitua rapidamente.

Come ampiamente discusso, l’obiettivo principale dell’espansore rapido del palato non è quello di allineare i denti ma quello di espandere un palato contratto creando spazio adeguato nell’arcata superiore e migliorando la relazione tra le arcate.
Durante la crescita, questo può favorire uno sviluppo più equilibrato delle strutture ossee.

 
 
 
Dott.ssa Valentini Leda Miriam
 

Dott.ssa Valentini Leda Miriam

Classe 1992, la dott.ssa Valentini si laurea con lode in odontoiatria e protesi dentaria presso l’Università la Sapienza di Roma nel settembre 2018.
La sua grande passione per l’ortodonzia la spinge a frequentare la scuola di Specializzazione di Ortognatodonzia presso l’Università La Sapienza dove si specializza a pieni voti nel luglio del 2022. Attualmente si occupa di curare le occlusioni di piccoli e grandi pazienti.

Contattaci
Chiama il nostro Numero Verde gratuito
800.326.326

Lunedì - Venerdì 8:00 - 20:00

Sabato e prefestivi 9:00 - 20:00

Domenica e festivi 9:00 - 18:00

Festività nazionali

info@dentalpro.it

Cerca e chiama il centro più vicino a te
Usa la posizione corrente
I nostri operatori ti richiameranno appena possibile tenendo conto delle tue preferenze!
Trova il centro più vicino
Inserisci città, CAP o nome del centro
Usa la posizione corrente
Vedi tutti i Centri
Richiedi visita